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LE INTOLLERANZE: Un nuovo svezzamento per recuperare l'amicizia con gli alimenti

Allergici o intolleranti?
La moderna allergologia definisce le intolleranze alimentari: "Allergie Alimentari
Ritardate". Perché questo nome? Perché sinora solo le reazioni immediate, quelle che per gli addetti
ai lavori sono legate alle immunoglobuline E (IgE) e vengono diagnosticate con test tipo Rast o Prick,
erano definite allergie.
Ora sappiamo che ci sono anche delle reazioni allergiche che avvengono solo dopo una serie di stimoli
ripetuti a cui i nostri meccanismi di controllo faticano ad adattarsi. Di solito questi meccanismi riescono
ad evitarci reazioni avverse ma talvolta perdono parte di questa capacità e reagiscono comunque,
benché diversamente dalle altre allergie, ma "in ritardo", coinvolgendo una specifica classe di anticorpi
(le IgG) e alcune cellule del nostro sistema immunitario. Recaller nello specifico controlla proprio le
Immunoglobuline G (IgG). Da qui il nome di "Allergie Alimentari Ritardate" al posto del noto "Intolleranze
alimentari". La spiegazione scientifica è molto più articolata e complessa ma la sostanza di quanto
accade è proprio questa. Abbiamo scelto questo metodo di esame perché pensiamo sia uno dei più
affidabili, con risultati ripetibili e scientificamente validati.

Le allergie alimentari sono un fenomeno naturale della vita, non una malattia, tutti noi le abbiamo
già superate una volta in età infantile grazie allo svezzamento che ha consentito al nostro sistema
immunitario di sviluppare tutte le sue potenzialità difensive. I genitori da sempre sanno che un neonato
non è ammalato solo perché non può mangiare tutto, semplicemente ha bisogno di un periodo di
adattamento entro il quale il corpo, nello specifico il sistema immunitario, possa svilupparsi e gestire
l'ambiente che lo circonda, cibo compreso.
Quando abbiamo un'intolleranza alimentare il sistema immunitario cerca di comunicarcelo mandandoci
dei segnali che possiamo, se lo vogliamo, decifrare.

Pensate all'emicrania, ai brufoli, all'artrite, alla colite, agli eritemi, alle tossi persistenti, all'acne, al
sovrappeso, alla stanchezza e a tanti altri disturbi fastidiosi ed evidenti che, anche nel caso abbiano una diagnosi precisa, non trovano una risposta che possa risolvere la situazione. Noi
abbiamo imparato a riconoscere questi segnali e vorremmo che anche voi lo faceste perché è molto
semplice: ricordate sempre che quando il sistema immunitario vuole aiuto "butta fuori" qualcosa (tosse,
vomito, diarrea, eritemi, ecc.) perché è il suo modo per informarvi che qualcosa non sta funzionando in
modo ottimale. Bloccare questi messaggi con farmaci che possano alleviare i sintomi senza cercare di
comprenderli e senza intervenire sulla vera causa non vi aiuta; prima o poi il vostro organismo troverà
un altro modo per comunicare il suo disagio e nel frattempo eleverà il livello infiammatorio nel corpo,
cosa che non può certo giovare al vostro benessere.

Ma io mangio solo cibi sani!
È comune pensare che scegliere cibi sani e salutari possa tenerci lontani da eventuali intolleranze, invece
stiamo parlando di sovraccarichi alimentari che inevitabilmente derivano proprio dai cibi più comuni
come farina, latte, pane o formaggi. Questi alimenti in sé sono sani: il problema non dipende dalla
composizione del cibo ma dal fatto che il fisico ne venga ripetutamente sovraccaricato. Si spiega quindi
perché sia così comune che in Italia si risulti intolleranti ai lieviti o al latte mentre nei Paesi Orientali
questo dato si sposti verso soia e riso.


Non serve dimenticare pane e latte
Cosa vi proporremo quindi quando capiremo quali possano essere i cibi che in questo momento vi
infastidiscono? Semplicemente cercheremo insieme di tornare a tollerare tutti i cibi mangiando anche
quelli ai quali siete intolleranti seguendo dei tempi rispettosi della nostra fisiologia, come quando ci
hanno svezzati, in modo da mettere in atto un processo efficace di apprendimento della tolleranza. E
tutti noi sappiamo che possiamo farlo, lo abbiamo già fatto da piccoli, adesso dobbiamo solo adattare
questo processo al fatto che siamo adulti e abbiamo già superato il primo svezzamento. Quando vi
manderemo le nostre considerazioni troverete una semplice e simpatica tabella dove vedrete con
facilità quali saranno i giorni in cui non potrete mangiare i cibi ai quali siete risultati intolleranti e quali
giorni saranno invece di totale libertà.
Nel nostro meraviglioso mondo abbiamo imparato che possiamo guarire solo in questo modo e
ricordatevi che se mai doveste essere tentati di togliere completamente gli alimenti che vi segnaleremo
credendo di accelerare la vostra guarigione, otterreste solo di stare bene nel primo periodo di dieta;
appena andrete in vacanza, sarete invitati da amici o semplicemente avvertirete una voglia immensa
di riassaggiare un cibo che non mangiate da tempo e che è comune sulle nostre tavole, inizierete a
stare peggio di prima. Non fate mai questo errore, sappiamo che potrebbe accadere che nei giorni in
cui reintegrate alcuni cibi tolti potreste avere qualche disturbo in più, ma se ciò dovesse accadere il
successivo giorno libero diminuite semplicemente la loro quantità e il problema sarà presto risolto.
In questo modo vi assicuriamo che arriverete a controllare le reazioni infiammatorie senza incorrere in
problematiche futuri peggiori, pensate che numerosi studi hanno dimostrato che togliere un alimento
per lungo tempo può addirittura portare a degli shock anafilattici nel momento del suo reintegro,
quindi su questo punto siamo particolarmente cauti e vi ripetiamo che lo scopo della guarigione è
quello di ricreare amicizia con i cibi di cui ci si nutre.

Dott. Attilio Speciani


IL NOSTRO SERVIZIO IN FARMACIA

Dopo un semplice prelievo di sangue capillare da un polpastrello, invieremo il campione al laboratorio Recaller Program, diretto dal dott. Speciani. Qui verranno analizzate le IgG per gruppi di alimenti e impostato un programma dietetico per recuperare la tolleranza e guarire definitivamente.





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