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FONTI MIRACOLOSE, SCIENZA ED OMEOPATIA: LA MEMORIA DELL'ACQUA.

Il dibattito scientifico internazionale sull'Omeopatia si riaccende dopo la pubblicazione di un articolo scientifico di un importante studioso, Premio Nobel per la Medicina, Luc Montagnier. Le sue affermazioni sembrano non solo dare respiro alle teorie sull'efficacia dell'omeopatia, ma anche rafforzare alcuni meno noti studi che pongono fondamenta scientifiche alle acque miracolose dei luoghi mariani.

LE ACQUE A LUCE BIANCA

Davvero un ossimoro parlare di basi scientifiche per ciò che viene per lo più ritenuto appartenente al mondo delle credenze popolari. Eppure la dott.ssa Enza Maria Ciccolo, biologa e ricercatrice, da anni lavora sul principio della risonanza energetica e sulla tecnica, brevettata, idrofrequenziale. Secondo la studiosa le acque che sgorgano nei luoghi delle apparizioni mariane (Lourdes, Fatima, San Damiano, etc...) hanno ricevuto, e le mantengono, caratteristiche diverse dalle comuni acque: sottoposte al test di risonanza frequenziale rispondono a tutte le frequenze della luce (acqua a luce bianca), riarmonizzano la materia alterata che ne assorbe le frequenze, sottoposte al test biochimico ai sali d'oro di Piccardi evidenziano un colloide particolare che in altre acque non si forma, e hanno la proprietà di rigenerarsi (9 gocce immesse in 1 litro d'acqua di rubinetto, trasformano l'acqua del rubinetto in "acqua a luce bianca", dando risposta a test frequenziali e chimici). Hanno dunque una memoria che possono trasmettere  a qualsiasi acqua (www.acqualucebianca.it ).
Con questi dati la dott.ssa Ciccolo spiega il fatto che un' acqua normale, presente ad un'apparizione a Medjugorie, rianalizzata al ritorno in Italia presenta le caratteristiche delle acque a luce bianca che prima non aveva, e che le acque delle immersioni di Lourdes, pur contaminate da numerose colonie batteriche, non sono patogene perchè i microrganismi hanno perso la virulenza.

Qualsiasi cellula dalla più semplice alla più complessa si forma all'origine per il contributo e la differenziazione dei tre foglietti embrionali (ectoderma, mesoderma, endoderma) che sono tre come le tre energie fondamentali (elettrica, polarizzata e magnetica): questo collega la biologia alla fisica. Secondo gli studi di Paul Nogier, fondatore, negli anni '50, dell' Auricoloterapia, e maestro della Ciccolo, sul padiglione auricolare si trovano i punti riflessi di ogni organo del corpo umano e le relative specifiche frequenze ( www.auricoloterapia.eu/Storia.html ).  
Le stesse frequenze di base sono state riscontrate nelle acque mariane dalla dott.ssa Ciccolo, ciò significa, secondo la biologa, che queste acque sono in grado di restituire la frequenza distonica ad un organo, riarmonizzandolo e questo avviene per un fenomeno di risonanza.
E ogni acqua sembrerebbe caratterizzata da una finalità differente. Ad esempio quella di Lourdes e San Damiano (PC) entrano in risonanza con l'ectoderma (pelle e sistema nervoso), quella di Montichiari entra in risonanza con l'endoderma (sistema viscerale e nutritivo) .

OMEOPATIA E MEMORIA DELL'ACQUA

Da tempo la scienza ufficiale scredita l'Omeopatia: non ci sono dimostrazioni matematiche e riproducibili che confermino la sua efficacia. I più scettici poi ridono del fatto che in molti preparati omeopatici la sostanza di partenza è talmente diluita che non esiste più in essi nemmeno una molecola di "principio attivo". Gli omeopati non smentiscono questo dato, ma ritengono che l'acqua, grazie alla sua particolare conformazione molecolare, in seguito alla tecnica di preparazione omeopatica che implica una dinamizzazione con un numero variabile di movimenti ripetuti, sia in grado di mantenere in sè l'impronta di quella molecola, una memoria, ed un certo grado di energia, stimolando così l'organismo alla guarigione. Senza gli effetti collaterali della medicina allopatica.

Anche la teoria della memoria dell'acqua comunque non è nuova. Il medico e immunologo Jacques Benveniste (1935-2004), noto a livello internazionale per i suoi studi sulle allergie e sul sangue, e già direttore della ricerca medica all'Inserm (il Cnr francese), nel 1988 pubblicò su Nature il primo studio sulla memoria dell'acqua. Il lavoro però fu in seguito screditato per mancanza di riproducibilità.
Oggi lo studio di Montagnier ("Electromagnetics Signals Are Produced By Aqueous Nanostructure")  sembra rafforzare quello studio degli anni ottanta: alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso.


Certamente rimangono ancora punti oscuri, il lavoro di approfondimento di questi studi non è sufficiente, e tanto rimane da fare per verificare e confermare le teorie. Fin da ora comunque non tutta la platea scientifica internazionale accoglie favorevolmente questi dati, nemmeno se presentati da un illustre scienziato come Montagnier. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti sul campo da chi ne fa uso, Omeopatia, Auricoloterapia e medicina alternativa in genere ancora non convincono molti scienziati, tantomeno "i miracoli" delle acque mariane!
Forse qualche credente direbbe:
"...neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi". (Luca 16, 19-31)





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